Borromini a Palazzo Spada

La Galleria Prospettica del Borromini

 

La Galleria Prospettica del Borromini a Palazzo Spada è situata al primo piano in un’ala seicentesca del Palazzo appartenuto al cardinale Girolamo Capodiferro (1502-1559) che lo aveva fatto edificare su edifici preesistenti di proprietà della famiglia dell’architetto Bartolomeo Baronino di Casale Monferrato.

Il cardinale Bernardino Spada commissionò un’importante serie di lavori di ampliamento di palazzo Spada in piazza Capo di Ferro, aggiungendo l’ala che oggi ospita la quadreria.

Il gioiello della residenza è la celebre galleria prospettica di Francesco Borromini.

Realizzata in un solo anno, tra il 1652 e il 1653, con l’aiuto del matematico agostiniano Padre Giovanni Maria da Bitonto, è una pura illusione ottica, testimonianza del raffinato e colto interesse del committente.

Per creare questa illusione stupefacente, il Borromini adottò alcuni accorgimenti:

la convergenza dei piani del colonnato che invece di procedere parallelamente, confluiscono in un unico punto di fuga; le colonne laterali che si rimpiccioliscono andando verso il fondo, mentre il pavimento a mosaico sale gradualmente.

 

La più celebre illusione ottica

La finta prospettiva è creata sull’illusione che la galleria sia lunga almeno 35 metri, mentre in realtà è lunga solamente 8.82 metri.

Il muro di fondo della galleria, in origine dipinto con una finta vegetazione in trompe l’oeil, ospita oggi una statuetta di guerriero romano, che diviene visivamente il punto di fuga dell’intera architettura, tanto da apparire a grandezza naturale, mentre invece è alta 60 cm.

 

Galleria Prospettica Palazzo Spada

 

L’intera illusione prospettica della galleria è stata interpretata come volontà del committente di creare un parallelismo tra la vita terrena – in cui i sensi sono ingannati dall’illusorietà della vita – e la vita spirituale, l’unica che può portare alla Salvezza.